Un progetto italiano nato nel 2010

Retail revolution — Cart2Mobile

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The Amazon Go storefront — CNN Business Copyright

Il mondo del retail sta subendo una trasformazione digitale con la nascita di nuovi comportamenti d’acquisto, nuove necessità e in particolare quella di avere maggiori informazioni riguardo al prodotto che stiamo per acquistare. Tutto ciò, ad oggi, avviene ricercando il nome di un prodotto (mentre siamo in store, alcune volte) online tramite i motori di ricerca.

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Il modo di fare shopping, cambierà col tempo, adattandosi sempre più alle necessità dei consumatori, nelle loro diverse “forme”.

Amazon Go!

Un esempio, già diventato realtà è Amazon Go: all’interno, non ci sono cassieri, registratori di cassa o stand per il check-out, è tutto self-service.
sta innovando in modo «disruptive» il supermercato, cambiando radicalmente il suo concetto in un ibrido fra l’online e l’offline.

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Intero di uno store Amazon — Especial copyright

Amazon ha iniziato a lavorare nei negozi al dettaglio cinque anni fa, con l’obiettivo di eliminare i punti critici del consumatore. “Una delle cose che continuava a tornare era che alla gente non piace aspettare in fila”, ha detto Dilip Kumar, Amazon vice president di Amazon Go. Potrebbe essere vero, ma la ricerca mostra che le persone che aspettano in fila tendono a comprare più cose per compensare il tempo perso in attesa di pagare per tutto.

Nessuno ha esaminato come si comportano i consumatori quando non devono assolutamente aspettare. Il primo negozio Go è stato aperto a gennaio. Amazon ha rifiutato di dire quante transazioni ha fatto, ma ha detto che gli scarichi sono rari.

Un progetto italiano nato nel 2010

Nel 2010, insieme ad altri due amici laureandi, partecipammo ad un corso finanziato dalla nostra università che permetteva di comprendere le logiche alla base di un’azienda. Durante il corso, peraltro molto interessante, c’erano sessioni di training con esperti manager dell’Ansaldo Breda che spiegavano come passare da una semplice idea, alla sua prototipazione prototipazione ed infine alla creazione di un business plan, che sarebbe stata la conditio sine qua non, per poter comprendere appieno il lancio di una startup ed un suo MVP.

Partecipammo con grande entusiasmo e creammo il nostro progetto, nato da una semplice idea: “…e se riuscissimo a fare la spesa con l’utilizzo dei nostri cellulari, eviterebbe file inutili alla cassa, eliminazione del tempo per la ricerca dei prodotti sullo scaffale e potrebbe perfino essere rilassante e divertente se ci fossero dei corner relax…”.

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Link al Business Plan

Iniziammo a lavorarci su, con tanto ingegno e buona volontà, andando a definire un MVP, che presupponeva il possesso di uno smartphone (non necessariamente di ultima generazione) ed una connessione ad internet.
La “digital transformation” del retail era stata ipotizzata su diversi anni, per permettere la curva di apprendimento naturale dei potenziali utilizzatori di diverse età, e delle dovute correzioni all’idea in funzione dei feedback dall’ambiente esterno.
L’obiettivo di tale trasformazione (la vision) era predisporre diversamente il layout nei supermercati, permettendo ai clienti di:

  • ottimizzare il layout, mettendo a disposizione un singolo prodotto per poterlo toccare con mano
  • eliminare le lunge file estenuanti alle casse
  • pagamento istantaneo tramite NFC
  • ottimizzare i tempi: utilizzare angoli ristoro per aumentare il carrello medio con prodotti di cross-selling, durante i tempi di imbustamento dei prodotti acquistati
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In questi anni, ho visto proposte come quelle del “Salvatempo” della COOP: un progetto molto simile ma con dinamiche di acquisto diverse, che potrebbero essere un volano per creare l’abitudine del nuovo concetto del retail.
Sembra un progetto abbastanza fermo, il cui fine è solo di acquisire informazioni di consumo dei propri clienti per aumentare il carrello medio.

L’idea di Cart2Mobile non è stata più realizzata: progetto arenato senza aver avuto mai la possibilità di iniziarlo. Gli investor, ai quali proponemmo il progetto (in una delle tante sale oscure dell’università Federico II di Napoli) erano un po scettici e poco propensi all’investimento di idea di tre sbarbatelli appena laureati (come biasimarli).

Potrebbe essere interessante riprendere il progetto per modificarlo verso soluzioni, ad oggi, ancora più visionarie ed avanzate.

I help Companies to Uplift E-Commerce Sales using Data Mining, CRO, Advanced Marketing Automation and Sales Funnels that works — Hyper Personalization

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